Una settimana dopo l’elezione di Donald Trump

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Una settimana dopo l’elezione di Donald Trump negli Stati Uniti, credo sia il caso di tracciare una prima, semplice valutazione.

Le notizie che in tempo reale giungono da oltre Oceano hanno fatto emergere l’incapacità di fare previsioni sui risultati delle elezioni, ma non solo.

La maggior parte dei sondaggi, degli esperti politici e dei mercati avevano convenuto che Hillary Clinton sarebbe stata il prossimo Presidente USA, ma si sono sbagliati. Lo stesso scenario si è presentato nel mese di giugno, quando i sondaggi, i mercati e gli esperti politici sono stati presi alla sprovvista dalla Brexit.

La lezione che ne deriva è un atto di umiltà. Eventi complessi non possono essere previsti con certezza, e, a mio modesto avviso, ciò è vero nel mondo degli investimenti quanto in campo politico.

Le prime notizie elettorali hanno provocato forti oscillazioni sui mercati azionari statunitensi, con i future che sono arrivati a segnare un calo di 800 punti nel Dow-Jones Industrial Average. Incredibilmente però, la mattina successiva, il Dow-Jones ha effettivamente aperto in leggero rialzo. In un orizzonte di più lungo periodo, non possiamo avere certezze su come i mercati reagiranno all’avvento dell’Amministrazione Trump. Con il controllo della Camera e del Senato che restano in mani repubblicane e la possibilità di ulteriori nomine della Corte Suprema, Trump può avere un ampio margine di azione ed un progressivo consenso dei Media.

Dopo un periodo iniziale di incertezza, i mercati potrebbero avere bisogno di metabolizzare, in primis, un aumento della spesa per le infrastrutture, poi la riforma fiscale e infine la possibile abrogazione dell’Obamacare.

La risposta potrebbe risultare imprevedibile: potrebbe essere razionale con un calo delle elevate valutazioni azionarie, ma se l’attenzione dovesse spostarsi sulle politiche di allentamento fiscale e pro-aziende, il dollaro e le azioni potrebbero registrare un rally.

La vittoria di Trump non rappresenta un evento isolato e amplifica l’eco del populismo e del nazionalismo a livello globale, la stessa tendenza emersa con la Brexit.

Il Mondo sembra muoversi in una direzione che disorienta i mercati. L’imperativo del momento del momento da parte dei Gestori e dei Consulenti dovrebbe controbattere a questa tendenza, non cercando di prevedere i mercati, ma, invece, preparandoci a posizionamenti inattesi con resilienza attraverso la selezione dei titoli bottom-up.

Quali strategie per i nostri portafogli?

La mia idea di fondo è focalizzare l’attenzione sulla selezione di titoli e asset con uno sconto significativo rispetto al loro valore intrinseco.

Nell’attuale contesto, con le valutazioni azionarie relativamente alte a livello globale, la selezione dei Titoli, cioè lo “stock Picking“, assieme ad una diminuzione di Duration sui Titoli obbligazionari, costituisce un buon viatico per l’immediato. È necessario un grande impegno per distinguere ciò che ha valore da ciò che non lo avrà più in futuro.

Il giorno dell’esito delle elezioni si è registrata una sostenuta volatilità su diversi mercati. Lo yen si è rafforzato alla notizia della vittoria di Trump, così come aveva fatto dopo lo shock Brexit, ma in seguito si è indebolito. Il crollo del peso messicano ha impattato sui titoli sovrani messicani nel portafogli con componente valutaria internazionale, ma il Mercato ritiene che la valutazione del peso resti buona. L’oro, da detenere come potenziale copertura contro le distorsioni di mercato, ha registrato un rialzo quando i mercati azionari sono scesi, ma in seguito è sceso non appena i mercati hanno recuperato.

I titoli di Stato a lungo termine nel giorno dell’esito elettorale sono stati oggetto di vendite robuste, probabilmente a causa delle aspettative sulla futura politica di bilancio USA che dovrebbe stimolare l’inflazione.

Concludendo, consiglio di mantenere stabili gli Asset, con l’obiettivo di creare un portafoglio adatto a fronteggiare ogni contesto di mercato: un occhio alle obbligazioni con durate residue inferiori ai 36 mesi, evitare scorribande valutarie e prepararsi ad alleggerire i portafogli dalla componente Azionario Europeo in vista di fine Anno.

Rimango come di consueto a disposizione per ogni ulteriore chiarimento