4 trend post-Covid

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Sembra che la democrazia si stia indebolendo, mentre il modello di globalizzazione occidentale perde consistenza, il baricentro tecnologico si sta spostando sempre più a est, e il tema ambientale diventa di importanza centrale. 

Quattro tendenze indice di un mondo che cambia, e anche rapidamente, che sono tutte interconnesse fra loro.

Il futuro – si sa – è mutevole e imprevedibile. Per molto tempo, però, le condizioni alla base dell’assetto globale hanno conservato una certa costanza. I pilastri di quell’assetto ora si stanno sgretolando, mentre si stanno delineando i contorni di un nuovo mondo. La democrazia liberale appare in declino e la coesione sociale soffre, messa alla prova da una crescente polarizzazione economica e da un diffuso “smarrimento” culturale.

Per un’azienda o un investitore diventa difficile navigare in questo nuovo assetto globale, alle prese con barriere commerciali, protezionismo e standard difformi. Il successo in un paese o in un blocco di Stati dipenderà anche da fattori politici e non solo squisitamente commerciali: per mantenerlo o raggiungerlo le imprese dovranno chiedersi quanto siano disposte a preservare il proprio DNA democratico.

Dai tempi della prima rivoluzione industriale, l’occidente ha dominato lo sviluppo di scienza e tecnologia. Ora però le nazioni asiatiche, in primis la Cina, stanno sfidando l’egemonia occidentale in diverse aree tra cui Intelligenza Artificiale, trasporti e biotecnologie. La Cina si sta rapidamente convertendo in una superpotenza concentrata sui settori ad alto valore aggiunto, e la sua crescita non ha solo messo in discussione il ruolo dell’Occidente come guida scientifico-tecnologica, ma ha anche abbattuto la convinzione che una democrazia piena sia un requisito fondamentale per la crescita e la prosperità. È difficile prevedere l’evoluzione degli equilibri globali se l’Oriente sostituirà l’Occidente nel ruolo di guida.

Lo scenario politico è legato a doppio nodo con quello tecnologico ed economico. 

Andando oltre le relazioni commerciali, le imprese europee e statunitensi sono state da sempre il modello da seguire: dopo la caduta dell’Unione Sovietica, il modello di democrazia liberale e capitalismo si è imposto come unica via possibile. Nell’attuale scenario, però – nel quale Europa e Nord America evidenziano ormai chiari segnali di stanchezza – pare chiaro che le grandi istituzioni internazionali nate dopo la Seconda Guerra Mondiale abbiano un assetto datato, in ogni caso da rivalutare e rimodulare.

Un altro tema sempre più importante per il futuro economico e politico è il riscaldamento globale.

L’impatto è già visibile, ma dovrebbe diventare sempre più significativo: le condizioni meteorologiche estreme condizioneranno i prezzi dei generi alimentari, aumenterà il numero dei “rifugiati climatici” e cambierà il flusso delle migrazioni. Diventa chiaro ormai che Stati e imprese non possono sfuggire alla necessità di fare della Sostenibilità un pilastro della propria strategia.

Come sarà dunque il mondo alla fine di questo decennio? 

A seguire, i quattro “mega-trend” che guideranno i più grandi cambiamenti degli anni ’20

1) ripensamento di equilibri e paradigmi

Tra dieci anni ripenseremo alla pandemia come “svolta epocale” della nostra generazione, ovvero quel momento in cui le avversità estreme hanno stimolato innovazione e cambiamenti di comportamento per affrontare una grande sfida della Civiltà.

Il Covid potrebbe essere la leva che aiuterà ad affrontare questioni critiche negli Stati Uniti ed in Europa nel prossimo decennio, come il costo dell’assistenza sanitaria, il sistema scolastico e il settore abitativo.

2) Fine del denaro contante

Un secondo trend riguarda la diffusione dei pagamenti digitali, che tra dieci anni avranno con ogni probabilità totalmente soppiantato l’uso del contante.

Tendenza in atto da diversi anni nei paesi in via di sviluppo, dove molti consumatori, privi di conti bancari ma in possesso di telefoni cellulari, hanno rapidamente adottato la tecnologia di pagamento mobile. Man mano che i consumatori acquisiscono familiarità con la tecnologia, le aziende con una vasta presenza globale potrebbero per trarne vantaggio competitivo. Si assiste a una forte crescita delle aziende più piccole con sede in paesi come il Brasile che offrono vantaggiose piattaforme di pagamento mobili per commercianti e servizi.

3) “Boom” del biomedicale

Siamo in una fase di crescita fenomenale della ricerca medica, a cui contribuiscono i costi notevolmente ridotti e gli sviluppi scientifici, e questo potrebbe consentire entro il 2030 di curare – ad esempio – molte tipologie di tumori. Potrebbe addirittura essere possibile che una fetta sempre maggiore di questa innovazione farmaceutica provenga da paesi diversi dagli USA, finora considerati leader in questo campo. Ad esempio ci si aspetta dalla Cina lo sviluppo di numerosi nuovi farmaci di successo entro il 2030.

In tutto il settore sanitario si assisterà a una forte accelerazione dell’innovazione. I grandi progressi nel campo della diagnostica contribuiranno a un’individuazione precoce delle malattie, aumentando in tal modo l’efficacia dei farmaci o in alcuni casi prevenendo le malattie prima ancora che insorgano. Oggi uno dei campi più entusiasmanti è noto come biopsia liquida, con la quale un campione di sangue può essere utilizzato per identificare un tumore nei primissimi stadi.

Un’ampia varietà di aziende tecnologiche e di tecnologia medica tradizionali lavora da tempo per sviluppare dispositivi di diagnostica domestica e i pazienti stanno beneficiando di questa innovazione. Sono ancora nelle prime fasi di sviluppo, ma entro il 2030 dovrebbero diventare parte della nostra routine quotidiana.

4) Rinnovabili

È ormai consolidata l’idea che nel prossimo decennio assisteremo a un passaggio radicale verso le energie rinnovabili. Alcune utility tradizionali stanno già generando oltre il 30% delle loro attività da fonti rinnovabili e stanno per giungere al punto in cui saranno riconosciute più come società orientate alla crescita anziché semplicemente come compassati generatori di energia e operatori di rete della old economy. Il movimento verso le energie rinnovabili è più pronunciato nelle utility europee, dove i governi hanno fissato obiettivi elevati di decarbonizzazione.

Nel futuro avremo probabilmente flotte di veicoli elettrici autonomi circolanti nella maggior parte delle città principali e in molte città più piccole di tutto il mondo. Dal 2030 assisteremo probabilmente all’introduzione di motori elettrici ibridi e di motori a idrogeno negli aerei commerciali, con un impiego diffuso nei successivi 5–10 anni. L’impatto sulle emissioni globali potrebbe essere decisamente significativo.

Rimango come di consueto a disposizione per ulteriori approfondimenti. Non esitate a contattarmi per condividere dubbi o curiosità !!

Cordiali saluti e a presto.